lunedì 13 maggio 2013

Borgo San Paolo: tra paese e città

Due sono i percorsi che si snodano nel Borgo San Paolo, un quartiere ubicato nella zona occidentale della città di Torino – delimitato a nord da corso Peschiera, a ovest da corso Trapani, a est da corso Castelfidardo e a sud da via Tirreno  –,  appartenente amministrativamente alla III Circoscrizione.
Il primo percorso ripercorre le origini del quartiere che da paese diventa parte della città. Borgo San Paolo non a caso è un quartiere relativamente moderno: la sua struttura attuale inizia a presentarsi sul finire del XIX secolo, quando la zona, dal carattere prevalentemente rurale, si trasforma in zona di insediamento industriale. Tutte le attività ruotavano intorno alla chiesa di San Bernardino e all'attuale Piazza Sabotino che insieme a Piazza Robilant rappresentano i due snodi principali secondo una pianta stradale a tela di ragno: un aspetto certamente inusuale per l'urbanistica torinese, dove quasi tutti i quartieri hanno la pianta a scacchiera.

Notevole fu l'influenza di Giovanni Giolitti per far cambiare volto al quartiere. Nel 1899 il Borgo venne ampliato e nel 1901 arrivò il primo piano regolatore edilizio. Significativo fu il nuovo assetto del quartiere dopo la norma del 1901: la densità di popolazione all'inizio degli anni venti era cresciuta in maniera esponenziale rispetto alla fine dell'Ottocento, superando i ventimila abitanti. Borgo San Paolo continuava comunque a rimanere una zona periferica e abbastanza isolata da Torino. Ci vorrà la prima guerra mondiale per farlo inglobare completamente nell'assetto urbanistico della città: a testimonianza del passato paesano del borgo, i lampioni orizzontali a sbalzo ancora in uso in Via S.Bernardino che conduce all’omonima piazzetta-sagrato oggetto negli ultimi anni di una vasta opera di riurbanizzazione che ha coinvolto anche Via Di Nanni a partire da Piazza Sabotino.

Per quanto riguarda la produzione industriale, il Borgo vide sorgere all'inizio del secolo numerosi stabilimenti: nel 1906 la Lancia, nel 1905 la SPA, nel 1911 la Chiribiri. Nel 1912 sorgevano la Sit, l'Ansaldo e gli stabilimenti Pininfarina. Le fabbriche, ovviamente, diedero un forte sviluppo alla crescita demografica e urbanistica sia del borgo sia delle zone limitrofe, come il quartiere Cenisia con il quale andrà a formare un'unica area urbana ad alta densità industriale e operaia.
Negli anni novanta gran parte degli stabilimenti industriali presenti nel quartiere, oramai dismessi, sono stati abbattuti e altri hanno cambiato la loro destinazione d’uso, ospitando – come nel caso dei vecchi stabilmenti Lancia all’angolo tra Corso Racconigi e Corso Peschiera – gli Uffici della Circoscrizione III.


Oltre a piazza Robilant e piazza Sabotino, altro nucleo sociale è rappresentato dalla sopraccitata Piazza S.Bernardino e la vicina Via Chiomonte dove sorge, proprio alle spalle della chiesa e dell’oratorio di S.Bernardino, il Teatro Araldo:  qui  - all’interno di un riccco calendario di appuntamenti - si possono assistere a spettacoli teatrali e musicali con compagnie teatrali indipendenti, giovani e non ancora molto conosciute.


Borgo San Paolo ospitando molte famiglie rumene, prima comunità straniera a Torino, offre anche la prima gastronomia rumena di qualità a Torino BABACU (Via S.Paolo, 63/A)dove si possono trovare piatti pronti (insalata russa, zuppe, pani, involtini di vite e verza, …) di ottima qualità preparati freschi ogni giorno da Stella e Florin e vari prodotti alimentari (vini, sott’aceti, salumi e formaggi) importati direttamente dalla Romania.



Per una veloce pausa pranzo tre sono le possibilità gastronomiche che offre il Borgo: Le Ramin-e all’inizio del percorso (Via Isonzo, 64), dove è interessante a pranzo il menu a 12 euro comprendente due piatti a scelta tra antipasti, primi, secondi o formaggi (compreso un minidessert, caffè, acqua del sindaco purificata e pane del panificio Beltramio di Porte di Pinerolo a volontà) diversi ogni giorno e preparati in modo creativo ma locale dal cuoco Steven, insediatosi a S.Paolo dopo 18 anni al Malan Locanda del Postale di San Germano Chisone; a circa metà del percorso si può invece sostare alla ruspante e popolare Trattoria Mombercelli (Via S.Paolo, 11 – chiusa la domenica) oppure dai Forchettoni (Via S.Paolo 52 – chiusa la domenica sera e il lunedì) una trattoria/ristorante come quelli di una volta: cucina di sostanza con piatti regionali italiani; tra i primi, buoni gli agnolotti al ragù e le pappardelle alla Ciociara (una delle specialità del locale) che a dispetto di un sugo un po' impegnativo - ragù, panna, funghi e prosciutto – risultano saporite e ben legate; genuini e buoni anche i dolci: crème caramel e zuppa inglese (come ci si aspetta di trovare in una trattoria); prezzi nella media (7,50 i primi e 3,50 i dolci); possibilità a pranzo di un menù con primo, secondo, caffè, acqua a 11 euro persona con la possibilità di scelta tra due primi e due secondi diversi.



Un discorso a parte merita il rapporto tra il quartiere San Paolo e la pizza al padellino o tegamino: l’origine di questa tipologia di pizza, una tradizione tutta torinese,  sembra legata all’abitudine, avvalorata dal gastronomo torinese Luca Iaccarino (i cui consigli culinari sono sempre una garanzia ;)  per cui un pizzaiolo, per accelerare i tempi, preparava le piccole teglie già condite per poi infornarle al momento dell'ordine. Fatto sta che il risultato è una pizza più piccola (di quella al mattone), alta e con una crosticina bruciacchiata e croccante che si forma dal contatto con l’impasto al velo di olio sulla teglia per facilitarne il distacco. Non so se ci sia un motivo storico o culturale, fatto sta che in zona S.Paolo si trovano tre tra le pizzerie al padellino/tegamino più storiche e buone di Torino; in ordine (mio) di preferenza: Gino (Via Monginevro, 46 - chiusa il mercoledì) con pizza e farinata eccezionali per impasto e condimenti, poi Candido (Via Monginevro, 24 - chiusa il lunedì) e Poldo (Via Di Nanni, 97) (in entrambe queste ultime è possibile anche mangiare la pizza tradizionale alla pala/mattone).



E per un buon gelato in zona: Gelateria Romagnoli in Piazza Robilant; pochi gusti, quelli classici, ma buoni e artigianali.
Per il percorso completo e approfondimenti: "L'altra Torino. 24 centri fuori dal centro" da pag. 161 a pag. 168


venerdì 10 maggio 2013

Perchè un blog sui sobborghi di Torino?

Questo blog nasce da una mia personale passione, quasi un feticcio: le guide di viaggio, non tanto quindi viaggiare (anche se è ovvio che per amare le guide non ti può non piacere viaggiare) ma soprattutto il testo che ti guida in luoghi da scoprire trasmettendoti informazioni che tu straniero non puoi (ancora) conoscere.
Quando mi sono imbattuto nella guida "L'altra Torino. 24 centri fuori dal centro", ho capito da subito che sarebbe stata la mia bibbia nella prossima scoperta di tante zone di Torino a me sconosciute: parlando con tanti amici, è emerso che questa voglia di scoprire i sobborghi (preferisco chiamarli così o ancora meglio nell’affascinante termine anglo-latino suburbia, piuttosto che periferie) era condivisa e forse anche tanti viaggiatori non torinesi avrebbero gradito percorsi alternativi della città.
Questo blog vuole essere questo: una raccolta di percorsi (seguiti in modo preciso e rigoroso dalla guida citata sopra e che vi invito ad acquistare per poterli seguire nella loro interezza) nei 24 suburbia di Torino con tutta una serie di curiosità e consigli eno-gastronomici, culturali e commerciali per rendere ancora più stimolante e attuale la visita.
L’invito a tutti i suburbian di Torino o semplici appassionati della città a condividere conoscenze personali, consigli, riflessioni è aperto.